Era inverno ovunque, nei miei 16 anni, tra le pareti di casa e negli
occhi indiscreti di chi osservava gelidamente, senza provare a capire, a
penetrarti l'anima. Era inverno da quando non trovai più mia madre in cucina a
prepararmi la colazione, da quando non sentivo il suo profumo per casa, sì,
quel profumo che si portano addosso le persone che ami, ne hanno uno tutto
loro. Era inverno da quando mio padre chiuse tutto in degli scatoloni, anche se
stesso, anche me. Le parole erano boomerang che tornavano indietro, ti
ritornavano tra le mani e facevano male. Il ticchettio dell'orologio rendeva
sempre più assordante un silenzio che si attaccava allo stomaco, è lì che nasce
e si ferma la vita. E' sullo stomaco che si fermavano gli occhi di quella
donna, il vuoto che mio padre mi lasciava dentro fino a logorarmi l'anima, sino
a farla ammalare per mancanza di amore, di protezione. Non si ammala la mente,
si ammala l'anima. Volevo solo che Lui mi amasse, che le sue braccia fossero un
rifugio come quando ero solo una bambina e correvo da lui come se la sua forza
compensasse le mie fragilità. Pensai che non ero abbastanza bella per essere
l'orgoglio di un padre, che non gli avrei mai sentito dire "sono
orgoglioso di te." Le parole non servivano, ti si scagliavano contro e
allora dovevo presentargli il dolore su di un piatto d'argento, o su di un
piatto sempre pieno mentre lo stomaco diventava sempre più vuoto e il corpo si
consumava. Era il mio urlo silenzioso e lo è stato per anni, fino a che il
cuore faceva fatica e le gambe non avevano forza per restare in piedi. Pensavo
che fosse la fine, un circolo vizioso che inizia con un "terrò tutto sotto
controllo" mentre quel "tutto" prende il sopravvento su di te e
tu non sei più nulla, anzi, non accetti più nemmeno la tua stessa immagine, sei
schiava di un bisogno che non sai più qual è...forse. Sentivo la forte
incomprensione anche da parte di quella donna che per anni ascoltava le mie
paure, le mie insicurezze e voleva un resoconto dei miei pasti vuoti. Per
questo ho mollato anche lei, il bisogno d'amore, di attenzione e di
accettazione di se stesse non si compra, non ha un prezzo e lei invece ce lo
aveva. Ci si vendeva pur di ricevere conforto, pur di sentirsi apprezzate. Un
mondo troppo povero d'amore. Poi la forza di quella donna che mi ha messa al
mondo, che non era mai andata via, ma era sempre lì, sempre al suo stesso posto
sebbene fisicamente un po' distante, la volontà di non volerla far soffrire, la
vergogna di mostrare quel corpo vittima di se stesso e di un'anima fragile, fin
troppo. La forza di quella donna, di mia madre, mi ha rimessa al mondo una
seconda volta. Non si è mai troppo lontani dalla luce e sebbene i fantasmi
ritornino, sebbene talvolta quel cibo sembra essere tutte le parole che
vorresti vomitare, tutti i dolori che vorresti rifiutare no, c'è prima la vita
da respirare.
mercoledì 5 giugno 2013
sabato 25 maggio 2013
Cose peggiori del riprendere peso
Il post di oggi è ispirato a un post che ho letto sul blog di una ragazza americana. La ragazza in questione, in lotta contro l’anoressia e con il costante timore di prendere troppo peso, ha stilato un lista delle cose che reputa comunque peggiori del riguadagnare chili.
Penso che sia un’idea molto propositiva ed utile: mettere a fuoco che, per quanto riprendere peso possa essere, a suo modo, certamente ansiogeno, ci sono molte cose che sono peggiori di qualche chilo in più. E sono cose che accadono se si resta qualche chilo in meno. Perché è vero: a volte quando si è nel pieno di un DCA si ha l’erronea sensazione che è l’essere “troppo grasse” che ci impedisce di fare tutto nella vita… eppure, in effetti – e lo dico per esperienza personale – anche l’essere troppo magra impedisce di fare tutto.
Credo sia davvero importante renderci conto di questo, e perciò quello che vi invito a fare oggi è stilare la vostra personale lista di ciò che c’è di peggio del dover riprendere peso.
Se vi va, lasciate la vostra lista nei commenti di questo post!
Comincio io, con la mia lista, e dunque…
50 cose peggiori del riprendere peso
1) Non andare in pizzeria con gli amici
2) Non andare fuori con gli amici
3) Non avere amici
4) Essere costantemente in ansia
5) Pianificare tutto quello ciò che c’è da fare nel corso della giornata
6) Pianificare cosa, dove e quanto mangiare
7) Andare nel panico se il piano non è rispettato
8) Realizzare che un piatto di spaghetti aveva più controllo sulla mia vita di quanto non ne avessi io stessa
9) Essere fissata con disgusto da qualcuno per l’eccessiva magrezza
10) Fregarsene di essere fissata con disgusto da qualcuno per l’eccessiva magrezza
11) Rompere le promesse con tutti, specialmente con me stessa
12) Dire bugie a tutti, specialmente a me stessa
13) Non andare al mare/in piscina per la vergogna di dovermi mettere in costume
14) La persona che mi piace che mi dice che non sono un granché perchè sono troppo magra
15) Non poter fare sport per l'eccessivo sottopeso
16) Osteoporosi
17) Infertilità
18) Controlli su controlli dalla dietista
19) Non riuscire a guardarmi allo specchio...
20) ...ma guardarmi in ogni superficie riflettente attraversata
21) Sentirmi in colpa
22) Sentirmi in colpa perchè mi sentivo in colpa
23) Inventare scuse
24) Odiarmi
25) Farmi del male
26) Far preoccupare gli altri per me
27) Essere in fondo preoccupata anch’io per me stessa
28) Vivere secondo regole arbitrarie imposte da me stessa
29) Litigare costantemente con me stessa
30) Non riuscire a badare a me stessa
31) Digestione a puttane
32) Metabolismo idem
33) Perdere la mia identità per l’anoressia
34) Abbassare le aspettative
35) Nascondere e negare
36) Deludere tutti, soprattutto me stessa
37) Miglioramento-ricaduta, miglioramento-ricaduta, miglioramento-ricaduta…
38) Dover rispondere sempre alle stesse domande…
39) … e dare sempre le stesse risposte
40) Basare l’autostima sulla capacità di restringere l’alimentazione
41) Andare a fare tirocinio in ospedale e sembrare più malata dei pazienti
42) Perdere la sanità mentale
43) Non sapere se mi sarei svegliata la mattina successiva
44) Non sapere se avrei voluto svegliarmi la mattina successiva
45) Perdere la libertà
46) Perdere l'autonomia
47) Perdere il controllo
48) Perdere tutto ciò che rende la vita degna d'essere vissuta
49) Perdere me stessa
50) Perdere la vita
Cara anoressia, alla faccia tua, io sono ancora qui che combatto affinchè tu non possa avere la meglio su di me. Perché, sì, la mia morte è un’arte… ma la mia vita è un capolavoro.
Penso che sia un’idea molto propositiva ed utile: mettere a fuoco che, per quanto riprendere peso possa essere, a suo modo, certamente ansiogeno, ci sono molte cose che sono peggiori di qualche chilo in più. E sono cose che accadono se si resta qualche chilo in meno. Perché è vero: a volte quando si è nel pieno di un DCA si ha l’erronea sensazione che è l’essere “troppo grasse” che ci impedisce di fare tutto nella vita… eppure, in effetti – e lo dico per esperienza personale – anche l’essere troppo magra impedisce di fare tutto.
Credo sia davvero importante renderci conto di questo, e perciò quello che vi invito a fare oggi è stilare la vostra personale lista di ciò che c’è di peggio del dover riprendere peso.
Se vi va, lasciate la vostra lista nei commenti di questo post!
Comincio io, con la mia lista, e dunque…
50 cose peggiori del riprendere peso
1) Non andare in pizzeria con gli amici
2) Non andare fuori con gli amici
3) Non avere amici
4) Essere costantemente in ansia
5) Pianificare tutto quello ciò che c’è da fare nel corso della giornata
6) Pianificare cosa, dove e quanto mangiare
7) Andare nel panico se il piano non è rispettato
8) Realizzare che un piatto di spaghetti aveva più controllo sulla mia vita di quanto non ne avessi io stessa
9) Essere fissata con disgusto da qualcuno per l’eccessiva magrezza
10) Fregarsene di essere fissata con disgusto da qualcuno per l’eccessiva magrezza
11) Rompere le promesse con tutti, specialmente con me stessa
12) Dire bugie a tutti, specialmente a me stessa
13) Non andare al mare/in piscina per la vergogna di dovermi mettere in costume
14) La persona che mi piace che mi dice che non sono un granché perchè sono troppo magra
15) Non poter fare sport per l'eccessivo sottopeso
16) Osteoporosi
17) Infertilità
18) Controlli su controlli dalla dietista
19) Non riuscire a guardarmi allo specchio...
20) ...ma guardarmi in ogni superficie riflettente attraversata
21) Sentirmi in colpa
22) Sentirmi in colpa perchè mi sentivo in colpa
23) Inventare scuse
24) Odiarmi
25) Farmi del male
26) Far preoccupare gli altri per me
27) Essere in fondo preoccupata anch’io per me stessa
28) Vivere secondo regole arbitrarie imposte da me stessa
29) Litigare costantemente con me stessa
30) Non riuscire a badare a me stessa
31) Digestione a puttane
32) Metabolismo idem
33) Perdere la mia identità per l’anoressia
34) Abbassare le aspettative
35) Nascondere e negare
36) Deludere tutti, soprattutto me stessa
37) Miglioramento-ricaduta, miglioramento-ricaduta, miglioramento-ricaduta…
38) Dover rispondere sempre alle stesse domande…
39) … e dare sempre le stesse risposte
40) Basare l’autostima sulla capacità di restringere l’alimentazione
41) Andare a fare tirocinio in ospedale e sembrare più malata dei pazienti
42) Perdere la sanità mentale
43) Non sapere se mi sarei svegliata la mattina successiva
44) Non sapere se avrei voluto svegliarmi la mattina successiva
45) Perdere la libertà
46) Perdere l'autonomia
47) Perdere il controllo
48) Perdere tutto ciò che rende la vita degna d'essere vissuta
49) Perdere me stessa
50) Perdere la vita
Cara anoressia, alla faccia tua, io sono ancora qui che combatto affinchè tu non possa avere la meglio su di me. Perché, sì, la mia morte è un’arte… ma la mia vita è un capolavoro.
Etichette: anoressia, auto-aiuto, bulimia, combattere, consigli, dca, lista, no pro-ana, peso, ricovero
domenica 5 maggio 2013
Non ci fermiamo !!!
Ciao a tutti,
ogni tanto purtroppo il blog si ferma e per questo mi scuso con tutti voi....l'importante è però farvi sapere che la missione di "Mi nutro di vita" non si è mai arrestata!!! Siamo sempre ricchi di impegni, inviti ed iniziative ed è questa la cosa fondamentale.
In particolar modo in questo ultimo periodo io, Stefano e il dottor. Cardamone abbiamo effettuato diversi interventi nelle scuole di secondo grado di Genova e dintorni.
Inutile raccontare la grande soddisfazione e l'arricchimento che l'esperienza ha portato a noi; ragazzi attenti ed interessati ci hanno dato quella forza per raccontare quell'esperienza non sempre facile da esporre.
sono rimasta piacevolmente stupita dalla numerosità delle domande da parte dei ragazzi...spesso esordivano dicendo "magari è una domanda stupida...", ma per quanto semplice potesse essere risultava sempre fondamentale ed interessante per eventuali spunti.
Le domande più frequenti come "Quali sono i sintomi?" , "Come posso comportarmi con un'amica che ha questo problema?", "Qual è la differenza tra anoressia e bulimia?" e "Come hai fatto ad uscirne" permettono di far comprendere a chi ha come noi l'obiettivo di fare prevenzione quanto sia limitata la conoscenza dei ragazzi oggi.
Gli interventi quindi sono fondamentali per permettere loro di conoscere una realtà, di comprendere cause e disagi profondi che spesso stanno dietro all'espressione additante e stigmatizzante "quella è magrissima, è un'anoressica"!
Interessante è stato inoltre notare come la maggior parte delle domande fossero rivolte a me, probabilmente per una maggior vicinanza al loro mondo; vedevano in me una confidente, una persona alla pari piuttosto che una mera trasmettitrice di conoscenze.
questo per raccontarvi come la nostra missione sia sempre più viva e ricca!!!
Il prossimo appuntamento è a Savona presso il Teatro Chiabrera con lo spettacolo su Cibo Corpo ed Emozioni dal titolo "Dilemma" della compagnia Teatro Esperimento Madness ; l'ingresso è libero!!!
Un abbraccio
a presto
Michi
ogni tanto purtroppo il blog si ferma e per questo mi scuso con tutti voi....l'importante è però farvi sapere che la missione di "Mi nutro di vita" non si è mai arrestata!!! Siamo sempre ricchi di impegni, inviti ed iniziative ed è questa la cosa fondamentale.
In particolar modo in questo ultimo periodo io, Stefano e il dottor. Cardamone abbiamo effettuato diversi interventi nelle scuole di secondo grado di Genova e dintorni.
Inutile raccontare la grande soddisfazione e l'arricchimento che l'esperienza ha portato a noi; ragazzi attenti ed interessati ci hanno dato quella forza per raccontare quell'esperienza non sempre facile da esporre.
sono rimasta piacevolmente stupita dalla numerosità delle domande da parte dei ragazzi...spesso esordivano dicendo "magari è una domanda stupida...", ma per quanto semplice potesse essere risultava sempre fondamentale ed interessante per eventuali spunti.
Le domande più frequenti come "Quali sono i sintomi?" , "Come posso comportarmi con un'amica che ha questo problema?", "Qual è la differenza tra anoressia e bulimia?" e "Come hai fatto ad uscirne" permettono di far comprendere a chi ha come noi l'obiettivo di fare prevenzione quanto sia limitata la conoscenza dei ragazzi oggi.
Gli interventi quindi sono fondamentali per permettere loro di conoscere una realtà, di comprendere cause e disagi profondi che spesso stanno dietro all'espressione additante e stigmatizzante "quella è magrissima, è un'anoressica"!
Interessante è stato inoltre notare come la maggior parte delle domande fossero rivolte a me, probabilmente per una maggior vicinanza al loro mondo; vedevano in me una confidente, una persona alla pari piuttosto che una mera trasmettitrice di conoscenze.
questo per raccontarvi come la nostra missione sia sempre più viva e ricca!!!
Il prossimo appuntamento è a Savona presso il Teatro Chiabrera con lo spettacolo su Cibo Corpo ed Emozioni dal titolo "Dilemma" della compagnia Teatro Esperimento Madness ; l'ingresso è libero!!!
Un abbraccio
a presto
Michi
IL contributo di lylih dal blog Fame d'amore
*VIVA DI NUOVO - Come sono guarita dall'anoressia*
"Il testo descrive l’esperienza di vita dell’autrice, una giovane donna che ha vissuto e superato l’anoressia, e si rivolge direttamente, con uno stile confidenziale, diretto e personale, a chi sta sperimentando la stessa sofferenza, o perché direttamente colpito, o perché a contatto con una persona che la vive.
Accanto alla narrazione dell’esperienza vissuta, il libro presenta concreti suggerimenti per aiutare ad uscire dalla malattia; per offrire una solida speranza a chi spesso crede di averla perduta; per comprendere da un punto di vista cristiano il cammino pasquale di riconciliazione e risurrezione, che permette di guarire definitivamente dalla malattia e, soprattutto, di uscirne profondamente rinnovati.
L’esperienza dell’anoressia coinvolge oggi un numero sempre crescente di persone: anche se colpisce in prevalenza giovani donne, è un problema che riguarda una numero sempre in crescita di persone. Mentre molti si limitano a considerarla quasi come una mania estetica, tanti hanno compreso che è invece una sofferenza psicologica. Manca, tuttavia, una profonda comprensione dell’aspetto spirituale di questo dramma sempre più diffuso.
Amica mia carissima, se per caso questa sofferenza indicibile è anche la tua, permettimi solo di prendere le tue mani nelle mie, guardarti negli occhi e dirti: “Sorella, coraggio… Nulla è perduto!”. A te forse adesso pare impossibile… Ti sei così abituata al buio della notte che ti sembra impossibile che esista ancora l’alba… Ma esiste, carissima amica mia… Esiste e ti aspetta. C’è ancora, c’è sempre un Dio che ti ama da pazzi, che ti attende ogni giorno… C’è un Dio che crede in te, anche se a te forse sembra di non credere più in Lui… C’è un Dio che vuole riempirti di gioia. C’è un Dio che sa che puoi essere felice… che puoi ritrovare una ragione per vivere, la gioia di vivere…(L’autrice)
Questo un libro che può cambiarti la vita. A me l'ha cambiata, nel mio piccolo. Mi ha fatto recuperare il rapporto con Dio.
Leggere questo libro non è come leggere una qualsiasi storia di anoressia, no, Chiara, l'autrice, scrive una lettera a noi, sue sorelline che hanno bisogno di aiuto.
Guardate l'intervista, è meraviglioso. E leggete il libro perchè ti tocca l'anima e ti fa capire che cosa realmente è l'anoressia e dove bisogna scavare per uscirne.
Io ringrazio Chiara perchè, contattandomi su facebook, mi ha regalato il suo libro, così gratuitamente, per provare ad aiutarmi. E sta nascendo un'amicizia, un'amicizia di fede. Perchè Chiara è guarita grazie a Dio(e ovviamente alle persone che le volevano bene e a lei stessa), ed io sono convinta che sono la misericordia e l'amore di Dio possano tirarci fuori da questo vuoto dell'anima.
GRAZIE CHIARA!
lunedì 25 marzo 2013
diamoci alla lettura!!!
Giulia, una nuova amica di Mi nutro di vita, ha deciso di condividere con il nostro blog alcune schede libro molto interessanti!
spero che i temi scelti siano per voi motivo di discussione e di riflessione ...
Un abbraccio
Michi
spero che i temi scelti siano per voi motivo di discussione e di riflessione ...
Un abbraccio
Michi
COMMENTO DEL LIBRO" IL
VASO DI PANDORA" ( a cura di Laura Dalla Ragione e Paola
Bianchini).
Questo è un libro talmente
importante che, secondo me, dovrebbero leggerlo obbligatoriamente tutti i
componenti della famiglia colpita da un caso di Dca, i medici di base, gli
insegnanti nonchè alcune persone che si improvvisano esperte e fondano associazioni
e gruppi di aiuto autoinvestendosi di ruoli di pseudo-salvatrici per chissà
quale ragione.
Se solo invece si avesse l'umiltà
di leggere questo libro capace invece di dare voce e dignità alla
domanda che sta dietro una anoressia/bulimia e che non promette
soluzioni miracolose (ma diffonde la speranza che è proprio
attraverso la crisi che possa emergere il "nuovo") molti pregiudizi
su questi disturbi cadrebbero.
E " l'immensa vergogna di
essere sbagliate, di dare fastidio, di esistere" ( che io stessa ho provato
prima di riconoscere l'evidenza di un problema) potrebbe essere almeno non
rinforzata dalla parola dell'altro poco pensata.
E, davvero, per una ragazza
con un disturbo alimentare ricevere una parola che apre e che non strozza
ancora il cappio della corda che lei stessa si è messa al collo è già come
poter respirare un pò di più.
In questi casi purtroppo " non
si tratta di volontà, né buona né cattiva: la mancanza di volontà, il
non poter avere una volontà è ciò che caratterizza questo disturbo".
A mio avviso è estremamente
importante capire che , se una ragazza continua a digiunare, a vomitare o AD
OSTINARSI A NON CHIEDERE AIUTO, non lo fa perchè vuole ma perchè non ha altra
scelta.
Paola Bianchini infatti
scrive:" è una impotenza meno evidente di quella fisica (essere per
esempio in una carrozzella) ma non per questo meno invalidante.....non solo è
sbagliato ma nocivo rimproverare questi pazienti dicendo che sono loro che la
cercano (la malattia). Tutto questo oltre a farli sentire impotenti, non farà
che aumentare il loro senso di colpa."
Che, mi permetto di aggiungere io
essendoci passata, è cosi intenso e viscerale, cosi pervasivo
in qualunque pensiero/azione si provi a compiere, che non ha affatto bisogno di
essere ulteriormente rinforzato dalla parola altrui. O, peggio ancora , in
questo caso PREGIUDIZIO.
COMMENTO DE " LA VITA
ACCANTO" DI MARIAPIA VELADIANO.
Mi ha colpito subito il titolo di
questo libro. Anzi per la precisione mi ha proprio chiamata. La vita
accanto.... ma accanto a cosa? a chi?
Perchè il titolo va oltre, a mio
avviso, all'idea di una esistenza con l'obbligo di convivere con
"qualcosa/qualcuno" di scomodo.
Il libro non parla di come
sopravvivere a una disgrazia. Il titolo lo dice chiaro: VITA.
Nel caso della protagonista , che è
nata brutta, si tratta di crearsi una vita attorno alla sua
"bruttezza". Si tratta di riuscire a spostare lo sguardo da quella
cosa che la marchia agli occhi dell'altro e che non si può cambiare in modo da
far emergere dell' altro oltre a quella"bruttezza".
In questa storia, per Rebecca
sarà il pianoforte che le permetterà di crearsi un posto sostenibile nel mondo
in cui poter essere cosi com'è semplicemente.
Ripeto è un titolo a mio avviso
applicabile a qualunque vissuto in cui la persona, per qualsiasi motivo
consapevole/inconsapevole, sente di essere una specie di aborto, di avere
un vizio genetico, un qualche tipo di "deformità" che la
rende SBAGLIATA e IMMERITEVOLE DI AMORE.
E' un titolo in sostanza che
rispecchia quello che io definisco la "guarigione" :
una vita accanto a quella mancanza ad essere su cui si basa,
inevitabilmente, la nostra natura umana
venerdì 22 marzo 2013
la 2 ^ giornata nazionale del fiocchetto lilla per lyliham
Ed ecco la giornata del fiocchetto lilla per lyliham
*Giornata del fiocchetto lilla*
15 Marzo 2013: una serata indimenticabile. Non pensavo andasse così bene l'evento organizzato in questo mio piccolo paese.
Sono venute una ventina di persone e la cosa che più mi ha fatto piacere e che io non conoscevo quasi nessuno. Questo vuol dire che nessuno è venuto per farmi piacere. Chi è venuto è giunto per ascoltare, informarsi, capire, non giudicare e cercare di aiutare.
Io e Chiara, la mia compagna di (dis)avventure abbiamo dato la nostra testimonianza, dopo che io ho fatto un introduzione sull'associazione Mi Nutro di Vita e sulle definizioni mediche di DCA. Dopodichè è intervenuta anche mia madre, a dare la sua testimonianza.
Tutti ascoltavano interessati. Volevano capire, entrare nella nostra testa come per cercare di aggiustare il nostro cervello, farlo tornare felice.
Io non ho parole per descrivere ciò che ho provato in quel momento. Sono state sensazioni uniche, che mi han fatto capire che sono fatta per lottare contro i DCA, per testimoniare l'inferno che si vive per impedire che altri ci caschino, per portare avanti campagne di sensibilizzazione. Perchè abbiamo proprio toccato il cuore dei presenti. E' stato bellissimo.
Ringrazio tutti i presenti, chi ha dato origine all'evento e Dio, che mi ha dato le parole giuste.
La cosa più bella è stato sentire dire il vicesindaco che vuole portare avanti questa testimonianza. Che il tutto non deve finire il quella serata. Che potremmo fare altri momenti di sensibilizzazione.
Intanto abbiamo già fatto tanto, nel nostro piccolo. Una cosa sono sicura che i presenti han capito: I DCA NON SONO UN CAPRICCIO, MA MALATTIE! Malattie anche dure da combattere. E questo perchè i presenti hanno saputo ascoltare, non solo con le orecchie, ma anche con il cuore.
Insieme si può.
Eravamo in tanti in tutta Italia, possiamo essere sempre di più!
lunedì 18 marzo 2013
2^ giornata nazionale del fiocchetto lilla (Genova)
Ciao a tutti,
ho deciso di scrivere per raccontarvi una bellissima giornata!
Venerdì 15 Marzo infatti si è svolta, in particolare nelle città di Genova e di Milano, la 2^ giornata nazionale del fiocchetto lilla. Io personalmente mi sono occupata dell'organizzazione dell'evento a Genova...veramente un'esperienza favolosa.
Il dibattito ha trattato i DCA da diversi punti di vista; ci sono stati infatti racconti di esperienza personale come il mio e quello di Chiara (blogger di "Briciole di pane"), interventi più tecnici come quello dello psicologo Rocco Cardamone, della nutrizionista ed educatrice Angela Gruppioni, del saggista e professore Maurizio Sentieri ed infine si è data voce anche al punto di vista dei genitori grazie ad Enrica Perilio. Ogni intervento ha messo in gioco la semplice esperienza sul campo e naturalmente tutti hanno finito per convergere a conclusioni comuni. E' stato raccontato il dolore, la solitudine, la paura di non farcela da una parte ma dall'altra la speranza, la volontà di crederci e di non smettere mai di lottare.
E' stata una giornata veramente piena di soddisfazioni...dal pubblico attento ed interessato ai complimenti ricevuti per il bel lavoro che stiamo portando avanti; sono veramente orgogliosa perché tutto ciò mi permette di capire che stiamo raccogliendo qualcosa e che il nostro obiettivo è condiviso.
Anche se non ero presente mi piacerebbe spendere due parole sulla giornata di Milano...Stefano mi ha raccontato, pieno di entusiasmo, la grande riuscita. Partecipato è stato il dibattito ma soprattutto lo spettacolo "Mi nutro di arte"... più voci lo hanno definito come emozionante e vero.
Insomma direi che anche la 2^ giornata è stata un vero e proprio successo... "per ora ci accontentiamo di quella nazionale" =) speriamo in qualcosa in più (nonostante questo ci sembra già moltissimo pensando a come tutto è iniziato circa 2 anni fa) per l'anno prossimo.
Tengo a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, che hanno saputo ascoltare e che si sono messi in gioco; un ringraziamento speciale a Coop Liguria che si è dimostrata molto disponibile e sensibile al nostro progetto.
Vorrei concludere con l'intervento di uno spettatore "chi possiede un DCA non deve sentirsi etichettato, inferiore, un disonore per la famiglia...deve essere conscio del fatto che si può guarire e quindi deve considerare quel momento di grande sofferenza come una possibilità di crescita"!!!
Un abbraccio
Michi
ho deciso di scrivere per raccontarvi una bellissima giornata!
Venerdì 15 Marzo infatti si è svolta, in particolare nelle città di Genova e di Milano, la 2^ giornata nazionale del fiocchetto lilla. Io personalmente mi sono occupata dell'organizzazione dell'evento a Genova...veramente un'esperienza favolosa.
Il dibattito ha trattato i DCA da diversi punti di vista; ci sono stati infatti racconti di esperienza personale come il mio e quello di Chiara (blogger di "Briciole di pane"), interventi più tecnici come quello dello psicologo Rocco Cardamone, della nutrizionista ed educatrice Angela Gruppioni, del saggista e professore Maurizio Sentieri ed infine si è data voce anche al punto di vista dei genitori grazie ad Enrica Perilio. Ogni intervento ha messo in gioco la semplice esperienza sul campo e naturalmente tutti hanno finito per convergere a conclusioni comuni. E' stato raccontato il dolore, la solitudine, la paura di non farcela da una parte ma dall'altra la speranza, la volontà di crederci e di non smettere mai di lottare.
E' stata una giornata veramente piena di soddisfazioni...dal pubblico attento ed interessato ai complimenti ricevuti per il bel lavoro che stiamo portando avanti; sono veramente orgogliosa perché tutto ciò mi permette di capire che stiamo raccogliendo qualcosa e che il nostro obiettivo è condiviso.
Anche se non ero presente mi piacerebbe spendere due parole sulla giornata di Milano...Stefano mi ha raccontato, pieno di entusiasmo, la grande riuscita. Partecipato è stato il dibattito ma soprattutto lo spettacolo "Mi nutro di arte"... più voci lo hanno definito come emozionante e vero.
Insomma direi che anche la 2^ giornata è stata un vero e proprio successo... "per ora ci accontentiamo di quella nazionale" =) speriamo in qualcosa in più (nonostante questo ci sembra già moltissimo pensando a come tutto è iniziato circa 2 anni fa) per l'anno prossimo.
Tengo a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, che hanno saputo ascoltare e che si sono messi in gioco; un ringraziamento speciale a Coop Liguria che si è dimostrata molto disponibile e sensibile al nostro progetto.
Vorrei concludere con l'intervento di uno spettatore "chi possiede un DCA non deve sentirsi etichettato, inferiore, un disonore per la famiglia...deve essere conscio del fatto che si può guarire e quindi deve considerare quel momento di grande sofferenza come una possibilità di crescita"!!!
Un abbraccio
Michi
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